sabato 26 febbraio 2011

Leonardo: "Continuare, non ricominciare"

Dopo l'infortunio di Esteban Cambiasso durante Inter-Bayern, Leonardo affronta il capitolo infortuni rispondendo alle domande dei giornalisti: "Quello relativo agli infortuni è un discorso lungo e io non ho la minima intenzione di vedere chi ha ragione e chi no, soprattutto perchè non voglio dimostrare di averla io. Quella attuale è una stagione nella quale sono successe tante cose, una stagione che definirei travagliata e che può capitare a qualunque squadra. Non voglio parlare di quello che è accaduto in passato perchè io non c'ero e non voglio giudicare nulla, ma credo che tutto sia conseguenza di tante cose.

Non è che c'è una cosa che succede per un'altra. Io posso dire, per quello che ho vissuto direttamente, che dal primo giorno nel quale sono arrivato io e fino ad oggi la richiesta in termini di sforzo ai giocatori è stata enorme. Innanzitutto, perchè si doveva sopperire a delle assenze e quindi eravamo costretti a chiedere a dei giocatori di disputare tantissime partite senza mai fermarsi. Si sono fermati coloro che si sono fatti male e che si sono fatti male per un'esigenza enorme, quindi non lo so se si tratta di una questione di preparazione, ma credo che lo sforzo che è stato richiesto ai giocatori nell'ultimo periodo è stato enorme".

A proposito poi dei giocatori che attualmente infortunati, Leonardo precisa che: "Dobbiamo valutare oggi chi potrà seguire la squadra a Genova e chi no. Anche se ormai si parla di allarme-infortuni, ci sono al tempo stesso tante cose positive, come ad esempio il fatto che per Thiago Motta, Ranocchia e Cordoba siano lì, vicini al rientro in campo. Non si sa ancora se potranno essere disponibili o no, ma manca poco. Chi tra loro sarà convocato, lo sarà perchè non avrà problemi e perchè la situazione è migliore di quella che sembrava. Valuteremo in base all'allenamento che faremo oggi pomeriggio. Per Cambiasso, invece, lo stop sarà più lungo".

Alla vigilia di Sampdoria-Inter, Leonardo incontra i giornalisti al centro sportivo "Angelo Moratti" e, partendo dalla sconfitta subita dal Bayern Monaco in Champions League, inizia spiegando quello che l'Inter dovrà fare da oggi in poi: "Non dobbiamo ricominciare, ma continuare. Sono realmente contento di tutto quello che abbiamo fatto sino ad adesso. È vero, la sconfitta subita dal Bayern non può rendermi felice in termini di risultato, ma credo che tutto sia ancora aperto e lo dico con sincerità. Quello che conta è non perdere la concentrazione su quello che è il nostro obiettivo fin dall'inizio, anche perchè quello attuale in campionato è un momento cruciale, le prossime partite daranno delle risposte importanti per capire bene e avere una classifica più chiara".

È da questi concetti che si parte per parlare di come l'Inter dovrà affrontare i prossimi impegni: "La squadra ha già dato tanto e continuerà a darlo, forse certi giocatori stanno pagando sforzo fatto dalla ripresa del campionato a gennaio. Non credo che alla squadra, nelle partite con Juventus e Bayern, sia mancato qualcosa. Non voglio parlare di fortuna o di sfortuna, perchè credo in Dio e nel lavoro, ma quando si incontrano due squadre forti può succedere che la partita sia decisa da un dettaglio, un centimetro in più o in meno, ed è quello che è successo a noi contro Juventus e Bayern".

"C'è sempre da lavorare - continua l'allenatore nerazzurro -, quindi cercare i perchè e analizzare che cosa non è andato bene, ma in queste partite non posso rimproverare nulla riguardo alla presenza della mia squadra. È più facile analizzare, ad esempio, la partita con il Cagliari, che non abbiamo giocato bene e abbiamo vinto, piuttosto che quelle con Juventus e Bayern nelle quali, secondo me, la squadra c'era".

E quella di domani con la Sampdoria che partita sarà? "Quello di Genova è un campo difficile, non solo per quella che è la piazza, perchè la base del gruppo c'è, anche se sono andati via giocatori importanti come Pazzini che è qui con noi. Anche il terreno di gioco sarà difficoltoso perchè mi hanno detto che è stato sistemato, ma non sappiamo in che condizioni sarà. La Sampdoria è una squadra che è cambiata tanto, basta vedere le ultime formazioni e i cambiamenti in quanto a uomini e a sistemi di gioco: cercando un nuovo modo di giocare con i nuovi interpreti, ma non è mai mancato lo spirito che l'ha portata a raggiungere lo scorso anno i preliminari di Champions League".

"Per come Pandev ha giocato nel suo momento migliore, cioè nella passata stagione, aveva acquistato la consapevolezza del vincente. In quel sistema, Goran non aveva l'obbligo di far gol e se un attaccante perde di vista questo, perde tanto, perchè noi ad esempio non abbiamo mai giocato in quel sistema e la necessità di cercare i gol è ricaduta anche su di lui". Leonardo parte dalla scelta di non schierare il macedone durante Inter-Bayern Monaco per spiegare l'attuale condizione dell'attaccante macedone: "È questa l'idea che Goran deve riacquistare: l'attaccante deve fare gol, deve essere in area e chiudere le azioni.

Lo ha capito, è consapevole, ha dato disponibilità assoluta e credo possa essere ancora molto importante per noi. La scelta di non utilizzarlo nella gara di mercoledì non è stata fatta perchè Pandev non stava bene. È una scelta di uomini, cercando anche di mettere in campo una squadra che poteva non solo difendere bene, ma anche saper far male e, durante la partita, credo siamo stati in grado di costruire tante occasioni: è per questo motivo che ho deciso di non inserire Goran a partita in corso. È stata una scelta ragionata su tutto quello che avevamo a disposizione, sono convinto che Pandev tornerà al meglio, principalmente con l'idea di fare gol".

"Siamo sempre stati abituati ad avere due o tre attaccanti schierati in campo - continua Leonardo a proposito della scelta di affidarsi a una sola punta nell'ultima partita di Champions -. Nonostante Sneijder sia un giocatore molto offensivo e nonostante il fatto che Stankovic s'inserisca in modo da poter dare risultati anche in zona gol, credo che quando il presidente Moratti ha parlato di mancanza di centravanti si riferiva al fatto che Eto'o ha agito come punta centrale, ma non è una vera punta centrale, è un istintivo, un attaccante che gira, che va via in dribbling, mentre questa squadra, anche durante la mia gestione, ha avuto sempre un riferimento centrale"

E, a proposito di interpreti del reparto offensivo nerazzurro, si parla anche di Coutinho: "Nessuna bocciatura, ma credo che in certi momenti abbiamo avuto anche abbondanza di centrocampisti. Si è trattata di semplice e pura concorrenza, è un giocatore che crescerà tanto e avrà le sue possibilità perchè è un talento e può giocare sia come centrocampista sia come punta esterna, dipende dal modulo".

L'allenatore nerazzurro rassicura tutti sulle condizioni, soprattutto psicologiche, di Julio Cesar: "Il fatto di prendere su di se tutte le colpe è un modo che lui ha, che utilizza anche per scaricare i problemi e quello conseguente al gol subito da Gomez secondo me è già risolto. È maturo, sa di aver salvato tante volte l'Inter e che niente mette in dubbio la sua figura e il suo rendimento".

A proposito di Champions League, Leonardo chiude con una previsione: "Tutte e tre le squadre italiane possono ancora passare il turno, non farei nessuna analisi negativa definitiva". E, infine, parlando di Milan ("nella gara col Napoli affronta la seconda in classifica, quindi chi insegue può sognare un pareggio, ma prima c'è la nostra partita a Genova") e delle frasi di Zlatan Ibrahimovic sulla forza storica del club rossonero rispetto a quella dell'Inter, il tecnico chiosa: "Non so perchè ha detto ciò, ma Inter e Milan si sono giocate sempre tutto alla pari".


Fonte: INTER.IT

Film: Zanetti, l'uomo, il campione in "JZ4"

Un film che racconta i 16 anni di Javier Zanetti con la maglia dell'Inter. Un film sull'uomo, sulle sue origini, sull'etica che rappresenta in un mondo calcistico sempre più in crisi. Un film sul grande capitano nerazzurro, dal record di scudetti consecutivi fino alla storica tripletta del 2010.

JZ4, scritto e diretto da Carlo A. Sigon e Simone Scafidi, è un film dedicato al capitano Javier Zanetti. Raccontato con la formula della docufiction (un misto di interviste e di sequenze cinematografiche), è un film biografico inventivo e atipico. Se da una parte, grazie a contributi di repertorio e a interviste inedite a personalità del mondo del calcio (soprattutto nerazzurro) e ad amici e parenti del capitano, si ricostruirà la carriera di Javier attraverso le tappe cruciali sul campo, dall'altra ci saranno quattro storie di fiction, ambientate a Buenos Aires, sua città natale dove, con il respiro e il ritmo del cinema, si insceneranno momenti salienti della vita del campione argentino. Proprio in questo aspetto risiede il fascino dell'opera: non saranno ricostruzioni fedeli della reale storia umana e calcistica di Zanetti, ma sarà un racconto cinematografico in quattro capitoli, nei quali si rifletterà la vita del capitano interista, attraverso vicende che ricordano quella di Pupi, con quattro protagonisti differenti nella Buenos Aires di oggi.

Un bambino che sogna di diventare calciatore, un ragazzo che deve abbandonare la propria città per inseguire un sogno, un giovane uomo che deve lottare contro i fallimenti, e un uomo di successo che si dedica ad aiutare il prossimo. Quattro storie, quattro età differenti, quattro modi per vedere l'eccezionalità della vita di Zanetti in quattro vicende che riflettono la normale singolarità del capitano neroazzurro. Uomo e campione.
Quattro come il numero storico della sua maglia interista.

Un'opera dal respiro cinematografico, con un occhio attento al fascino, alla forza evocativa sia del contesto e delle location (l'Argentina in particolare) sia dell'aspetto umano e toccante delle varie testimonianze che si incontreranno. JZ4, prodotto da Enormous Films e Indiana Production, è un film per i tifosi interisti, per tutte le persone che amano i veri campioni, al di là dei colori della divisa, e per chi vede nel cinema una forma d'arte capace di emozionare e stupire attraverso il racconto per immagini.

JZ4 è un progetto nato per sostenere "La Fundacion PUPI", creata da Javier e da sua moglie Paula, che dal 2001 porta un indispensabile sostegno ai bambini poveri e diversamente abili delle periferie di Buenos Aires. Una fondazione che, nel corso degli anni, è diventata fonte di concreta speranza per decine e decine di ragazzini. Un altro esempio dell'umanità di Zanetti, che per questa importante iniziativa convoglia gran parte delle sue energie e della sua responsabilità.

Un'iniziativa tutta speciale resa ancora più preziosa da un'intervista esclusiva al presidente Massimo Moratti che racconta "il suo Javier Zanetti": da quella videocassetta di una partita della nazionale argentina under 17, nella quale rimase impressionato da quel ragazzo "che correva e dribblava, dribblava e correva e mai cadeva" fino alle lacrime del capitano nerazzurro "diventato simbolo dell'Inter dopo quel terribile 5 maggio", quando "a Siena nell'aprile 2007 alzava lo scudetto". Perchè, proprio come confessa sorridendo il presidente Moratti: "Da Zanetti ti aspetti che fuori dal campo non sia così professionale, preciso, leale, sereno e invece di Zanetti c'è proprio solo e soltanto quello".

Fonte: INTER.IT

giovedì 24 febbraio 2011

Moratti: "A Monaco nulla è impossibile"

Presidente, che idea si è fatto, a mente fredda di tutti i commenti che sono stati fatti a proposito della sconfitta di ieri sera?

"Direi che è stata una buona partita, sarebbe potuta finire in tutti i modi, ma è finita in quello peggiore perchè poi anche l'Inter è stata in grado di fare delle belle cose, abbiamo costruito ottime occasioni. La sfortuna è subire il gol all'ultimo minuto e non avere poi neanche modo di reagire".

Rimontare nella gara di ritorno è possibile?

"L'Inter deve vincere con un gol di scarto, poi dopo o ti ritrovi ai rigori o ti ritrovi ad aver vinto, quindi non è impossibile come situazione. Dipenderà anche un po' dalla fortuna che potremo avere".

Rispetto alla finale di Champions League di Madrid giocata nel maggio scorso contro il Bayern Monaco le è mancato più Milito o Mourinho?

"Mi è mancato un centravanti di ruolo che desse profondità. L'Inter ha dovuto cambiare un po' il tipo di gioco, che per me ha espresso molto bene perchè è stata pericolosa, però è chiaro che era una chance importante".

Dovendo essere critico nei confronti dell'Inter che cosa non è piaciuto a Moratti ieri sera?

"Per il momento non ho ancora fatto un'analisi, però devo dire che siamo rimasti tutti male per la sconfitta, ma non per il gioco".

La formazione che ha schierato Leonardo le è piaciuta?

"Era giusta, non avrei fatto niente di diverso".

Domenica sera l'Inter sarà impegnata nella partita con la Sampdoria e non potrà permettersi nessun rilassamento, anche perchè il Milan sarà impegnato con il Napoli...

"Per un giorno pensiamo, anche se non è divertente farlo, alla sconfitta di ieri. Con la Sampdoria, comunque ritroveremo un centravanti come Pazzini e vedremo".

Julio Cesar ieri è apparso molto incerto?

"È un portiere che ci ha fatto dei miracoli tali in porta, che ogni tanto qualche errore può capitare. La situazione non è grave".

Dopo le sconfitte subite da Inter, Milan e Roma può essere definita preoccupante la situazione del calcio italiano o si tratta di tre casi isolati?

"Si tratta di tre squadre diverse che hanno avuto avversari particolari, nessuno dei quali era facile. Tutte le volte, quando si perde è il de profundis, poi quando si vince siamo i migliori del mondo, un po' di equilibrio, forse ci aiuterebbe a tirare avanti tutti meglio'.


Fonte: INTER.IT

Leonardo: "Affronteremo il ritorno con coraggio"

"Non meritavamo questa sconfitta. Il gol preso è stato molto inaspettato: lo 0-0 sembrava più giusto per le occasioni che abbiamo avuto noi e per quelle che hanno avuto loro", commenta Leonardo al termine della gara contro il Bayern Monaco.

"Il Bayern è un avversario difficile, con un gran possesso palla: un vero peccato - prosegue l'allenatore dell'Inter - aver preso gol alla fine, ha segnato l'uomo che fino a quel momento non aveva toccato palla. Il Bayern ha avuto più volume di gioco, ma noi abbiamo creato tanto, almeno sei palle gol. Il mancato utilizzo di Pandev? È stata una scelta, ma non credo che il problema sia stato la mancanza di un centravanti. Non c'è stato un problema di mancanza di attaccanti, perché le occasioni le abbiamo avute. E poi credo che sia ancora tutto aperto: e noi andiamo a Monaco per passare il turno. Sono tranquillo, possiamo vincere noi nel ritorno, anche se non sarà facile, come del resto non lo sarebbe comunque stato anche se la gara fosse finita 0-0. Ogni partita ha la sua storia e questa non può essere analizzata solo per il gol che hanno fatto gli avversari. Mi ha soddisfatto come ci siamo comportati, a livello di corsa e sacrificio, di interpretazione, con l'inserimento da dietro dei centrocampisti, infatti dopo un inizio timido abbiamo fatto la gara che volevamo fare e per un nulla non abbiamo segnato. Abbiamo giocato come volevamo, costruendo occasioni che potevano cambiare questa partita. Julio Cesar? Non deve chiedere scusa a nessuno. Abbiamo giocato alla pari, con stili diversi, ma le nostre occasioni non sono finite in rete purtroppo. Se analizziamo come abbiamo giocato, secondo me la squadra si è comportata bene. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Non si può dire che la squadra abbia giocato male".

A Leonardo viene chiesto poi delle condizioni di Ranocchia: "Dobbiamo valutare, qualcosina l'ha sentito. Alla fine l'ho visto sereno anche se qualcosa l'ha sentita".

"Dispiace prendere un gol così, a fine partita - conclude poi il tecnico -, ma questa sconfitta cambia l'umore, non il modo in cui affronteremo la gara di ritorno. Andiamo a Monaco con coraggio e consapevolezza".

Fonte: INTER.IT

martedì 22 febbraio 2011

Zanetti: "Con attenzione, siamo pronti"

"Sto bene, mi godo questo momento: in questi ultimi anni abbiamo raggiunto obiettivi importanti e ne vogliamo raggiungere ancora. Voglio rendermi utile a questa squadra, che mi fa sentire importante: spero di esserlo anche domani": sono queste le prime parole di Javier Zanetti, il giocatore prescelto da Leonardo per la conferenza stampa della vigilia di Inter-Bayern Monaco, gara valida per l'andata degli ottavi di Uefa Champions League, che si giocherà domani sera allo stadio 'Giuseppe Meazza', in San Siro, calcio d'inizio alle ore 20,45.

"Ci attendono 180 minuti, questa è la prima differenza rispetto a quando ci siamo incontrati con il Bayern Monaco a maggio - continua il capitano nerazzurro -. Loro sono diversi rispetto a come erano e domani sarà una partita diversa, ma noi speriamo di essere in grande forma come allora. Il Bayern è una grande squadra, però noi dobbiamo cercare di fare la partita e vincere: ragionare da squadra ed essere corti, per poi colpire. Dovremo stare attenti a non lasciare loro spazi. Siamo pronti, siamo consapevoli della nostra forza. E questa è la Champions: noi vogliamo andare avanti".

Grande protagonista con la doppietta vincente il 22 maggio scorso, domani sera Diego Milito non ci sarà: "Dispiace che Diego non sia disponibile, ma la squadra pensa lo stesso a poter fare la sua partita e a raggiungere un risultato positivi", sottolinea Zanetti.

"Ho visto sia la gara del Milan che della Roma, hanno affrontato squadre in salute. E sarà difficile anche per noi domani, ma questo non vuol dire che ci sia una differenza tra il calcio italiano e quello straniero. Questa è semplicemente la Champions", aggiunge e conclude Zanetti.

Fonte: INTER.IT

Leonardo: "Il mio 22 maggio, ho tifato Inter"

"Non è che tutto quello che è stato fatto in passato è stato cancellato. La base di questa squadra c'è, anche a livello di uomini. E anche l'idea di gioco c'è. Poi è ovvio che ogni partita si presenti in un modo diverso e che si scelgano gli uomini che sono in condizioni migliori. Questa è l'idea. Poi bisogna anche vedere come si sviluppa la partita. L'idea di gioco, comunque, è presente, poi gli uomini devono interpretare il ruolo che viene richiesto a ogni partita": dichiara Leonardo nel corso della conferenza stampa della vigilia di Inter-Bayern Monaco, gara valida per l'andata degli ottavi di Uefa Champions League.

L'allenatore nerazzurro svela quindi le sue emozioni in occasione della finale di Madrid tra Inter e Bayern Monaco del 22 maggio scorso: "Ho visto la partita di maggio. Per chi tifavo? Qualsiasi cosa risponda potrebbe sembrare non vera... ma tifavo per l'Inter, per la squadra italiana. Perché anche se noi non valorizziamo tanto questo, bisogna ammettere che se fosse stata un'impresa fatta da altri, inglesi, spagnoli, tedeschi, noi saremmo stati qui a parlare di una cosa straordinaria. E io quindi tifavo per un'impresa del campionato italiano: il fatto che l'Inter abbia vinto tutto questo nel mondo è stato il top. Ho quindi provato soddisfazione".

Domani per Leonardo si tratterà dell'esordio in Champions come allenatore nerazzurro, gli viene quindi chiesto se spera che la gara contro il Bayern possa essere simile a quella dell'esordio in campionato, contro il Napoli, con lo stesso spirito: "Credo che lo spirito ci sia, poi ogni gara si può presentare in un certo modo, si possono trovare delle difficoltà, delle soluzioni, o può mancare l'energia, in un periodo lungo come numero di partite ma corto per il tempo. Ma lo spirito c'è".

"Non voglio entrare in queste cose. Non ho mai parlato di arbitri e spero di non farlo mai. Mi importa poco, mi importa davvero poco: secondo me dobbiamo prendere una strada diversa. Poi non ho nessuna intenzione di aver ragione, ma dobbiamo prendere una strada diversa"; così ha risposto Leonardo - nel corso della conferenza stampa della vigilia di Inter-Bayern Monaco - a chi gli chiedeva degli errori arbitrali della scorsa giornata di campionato.

"Ranocchia sta bene, oggi si è allenato", spiega l'allenatore nerazzurro parlando delle condizioni del difensore. "È vero - aggiunge dopo - che non avendo Pazzini, che non può giocare in Champions, e non avendo Milito, ancora indisponibile, abbiamo meno alternative rispetto ad altre partite, ma comunque le alternative ce le abbiamo lo stesso. Vedremo le condizioni dei singoli giocatori. In Champions è anche importante arrivare nel momento giusto con le condizioni giuste dei giocatori".

Si parla quindi delle caratteristiche della competizione che attende domani i nerazzurri: "La Champions riunisce tanti grandi giocatori, grandi squadre con grandi obiettivi e ambizioni, e questo fa sì che la voglia di giocare sia più forte di quella di contenere. Questo rende più aperte le gare ed è una cosa che piace, anche come spettatore. Poi da allenatore c'è sempre la ricerca di un equilibrio, senza mai perdere un'identità che a me - quella offensiva, quella della Champions - piace".

"Non sento nessun peso e non ho paura di niente", risponde Leonardo a chi gli chiede se sente il peso di riportare una squadra italiana a vincere due volte di seguito la Champions League. "Non ho paura che succeda niente, ho però la certezza che questa squadra non pensi ad altro se non a vincere. Questa squadra è campione in carica, la mentalità è quella, non c'è altro in testa che la vittoria e ci sentiamo in grado di combattere contro chiunque".

"Credo che l'Inter domani lotterà con tutte le sue forze, senz'altro: questa squadra è così, tira fuori qualsiasi energia. Può avere delle difficoltà, problemi fisici, ma ha una capacità impressionante di superare questo tipo di problemi, se no non avrebbe mai fatto quello che ha fatto. Ha una capacità enorme di superare le difficoltà e questo mi fa sentire forte. Poi, quello che succederà, è difficilissimo da sapere, stiamo parlando di due squadre fortissime, che hanno una tradizione enorme, con una storia che va e che andrà avanti. Però sono certo che il comportamento sarà quello di una squadra campione", ha dichiarato Leonardo nel corso della conferenza della vigilia di Inter-Bayern Monaco, andata degli ottavi di Uefa Champions League.

"L'esigenza nei confronti di una squadra di questo livello è massima - prosegue il tecnico nerazzurro -, è quindi normale che si cerchino anche le cose che non vanno, anche io lo faccio, però sottolineo una capacità: quella di riuscire a portare a casa il risultato, anche se ci sono delle difficoltà. È successo parecchie volte con l'Inter. Poi le difficoltà sono normali, per chi vive tutti i giorni sono normali, noi lo sappiamo, però credo che tutte le squadre vivono questo e io dentro di me sento molto di più le cose positive che facciamo rispetto al resto".

"Il Bayern è sempre il Bayern e l'Inter è sempre l'Inter: è vero che piccole cose del momento possono condizionare, ma credo che ci siano lo stesso le risorse per affrontare qualsiasi momento. Si confrontano due squadre in momenti diversi ma che sono in grado di affrontarsi alla pari", risponde Leonardo a chi gli fa notare che all'Inter mancano uomini chiave.

Fonte: INTER.IT

Moratti vs Berlusconi: l'Inter doppia il Milan

Nuovamente ospite di Inter Tv, ieri sera, il nostro direttore Domenico Fabbricini. Nel corso della trasmissione 'Cuore Nerazzurro' la redazione ha presentato un dato statistico molto interessante: se è vero che il Milan si definisce il Club più titolato al Mondo, scrivendolo praticamente su qualunque documento ufficiale, l'Inter è sicuramente il club italiano più titolato degli ultimi 25 anni. Mettendo a confronto l'era Berlusconi (che ha da poco festeggiato 25 anni di presidenza) con quella di Moratti (16 anni di insediamo) scopriamo che quest'ultimo ha vinto molto più del "collega" rossonero, tra l'altro in meno anni. In questo lasso di tempo, infatti, l'Inter ha conquistato 5 campionati (con un totale di 1076 punti), 3 coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e una Coppa del Mondo. Il Milan 3 scudetti (999 punti), 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana, 2 Champions Lague, 1 Coppa del Mondo e 2 Supercoppe Europee. Per un totale di 14 trofei nerazzurri a 10.

Un bel distacco, stupisce in particolare come l'Inter "dia" al Milan 75 punti in campionato, praticamente "doppiando" i rossoneri, come se avesse giocato una stagione in più. Il Milan sarà anche il Club più titolato, ma l'Inter è la squadra più vincente del "calcio moderno" e stravince il derby degli attuali presidenti.

Fonte: fcinternews.it