Non è che c'è una cosa che succede per un'altra. Io posso dire, per quello che ho vissuto direttamente, che dal primo giorno nel quale sono arrivato io e fino ad oggi la richiesta in termini di sforzo ai giocatori è stata enorme. Innanzitutto, perchè si doveva sopperire a delle assenze e quindi eravamo costretti a chiedere a dei giocatori di disputare tantissime partite senza mai fermarsi. Si sono fermati coloro che si sono fatti male e che si sono fatti male per un'esigenza enorme, quindi non lo so se si tratta di una questione di preparazione, ma credo che lo sforzo che è stato richiesto ai giocatori nell'ultimo periodo è stato enorme".
A proposito poi dei giocatori che attualmente infortunati, Leonardo precisa che: "Dobbiamo valutare oggi chi potrà seguire la squadra a Genova e chi no. Anche se ormai si parla di allarme-infortuni, ci sono al tempo stesso tante cose positive, come ad esempio il fatto che per Thiago Motta, Ranocchia e Cordoba siano lì, vicini al rientro in campo. Non si sa ancora se potranno essere disponibili o no, ma manca poco. Chi tra loro sarà convocato, lo sarà perchè non avrà problemi e perchè la situazione è migliore di quella che sembrava. Valuteremo in base all'allenamento che faremo oggi pomeriggio. Per Cambiasso, invece, lo stop sarà più lungo".
Alla vigilia di Sampdoria-Inter, Leonardo incontra i giornalisti al centro sportivo "Angelo Moratti" e, partendo dalla sconfitta subita dal Bayern Monaco in Champions League, inizia spiegando quello che l'Inter dovrà fare da oggi in poi: "Non dobbiamo ricominciare, ma continuare. Sono realmente contento di tutto quello che abbiamo fatto sino ad adesso. È vero, la sconfitta subita dal Bayern non può rendermi felice in termini di risultato, ma credo che tutto sia ancora aperto e lo dico con sincerità. Quello che conta è non perdere la concentrazione su quello che è il nostro obiettivo fin dall'inizio, anche perchè quello attuale in campionato è un momento cruciale, le prossime partite daranno delle risposte importanti per capire bene e avere una classifica più chiara".
È da questi concetti che si parte per parlare di come l'Inter dovrà affrontare i prossimi impegni: "La squadra ha già dato tanto e continuerà a darlo, forse certi giocatori stanno pagando sforzo fatto dalla ripresa del campionato a gennaio. Non credo che alla squadra, nelle partite con Juventus e Bayern, sia mancato qualcosa. Non voglio parlare di fortuna o di sfortuna, perchè credo in Dio e nel lavoro, ma quando si incontrano due squadre forti può succedere che la partita sia decisa da un dettaglio, un centimetro in più o in meno, ed è quello che è successo a noi contro Juventus e Bayern".
"C'è sempre da lavorare - continua l'allenatore nerazzurro -, quindi cercare i perchè e analizzare che cosa non è andato bene, ma in queste partite non posso rimproverare nulla riguardo alla presenza della mia squadra. È più facile analizzare, ad esempio, la partita con il Cagliari, che non abbiamo giocato bene e abbiamo vinto, piuttosto che quelle con Juventus e Bayern nelle quali, secondo me, la squadra c'era".
E quella di domani con la Sampdoria che partita sarà? "Quello di Genova è un campo difficile, non solo per quella che è la piazza, perchè la base del gruppo c'è, anche se sono andati via giocatori importanti come Pazzini che è qui con noi. Anche il terreno di gioco sarà difficoltoso perchè mi hanno detto che è stato sistemato, ma non sappiamo in che condizioni sarà. La Sampdoria è una squadra che è cambiata tanto, basta vedere le ultime formazioni e i cambiamenti in quanto a uomini e a sistemi di gioco: cercando un nuovo modo di giocare con i nuovi interpreti, ma non è mai mancato lo spirito che l'ha portata a raggiungere lo scorso anno i preliminari di Champions League".
"Per come Pandev ha giocato nel suo momento migliore, cioè nella passata stagione, aveva acquistato la consapevolezza del vincente. In quel sistema, Goran non aveva l'obbligo di far gol e se un attaccante perde di vista questo, perde tanto, perchè noi ad esempio non abbiamo mai giocato in quel sistema e la necessità di cercare i gol è ricaduta anche su di lui". Leonardo parte dalla scelta di non schierare il macedone durante Inter-Bayern Monaco per spiegare l'attuale condizione dell'attaccante macedone: "È questa l'idea che Goran deve riacquistare: l'attaccante deve fare gol, deve essere in area e chiudere le azioni.
Lo ha capito, è consapevole, ha dato disponibilità assoluta e credo possa essere ancora molto importante per noi. La scelta di non utilizzarlo nella gara di mercoledì non è stata fatta perchè Pandev non stava bene. È una scelta di uomini, cercando anche di mettere in campo una squadra che poteva non solo difendere bene, ma anche saper far male e, durante la partita, credo siamo stati in grado di costruire tante occasioni: è per questo motivo che ho deciso di non inserire Goran a partita in corso. È stata una scelta ragionata su tutto quello che avevamo a disposizione, sono convinto che Pandev tornerà al meglio, principalmente con l'idea di fare gol".
"Siamo sempre stati abituati ad avere due o tre attaccanti schierati in campo - continua Leonardo a proposito della scelta di affidarsi a una sola punta nell'ultima partita di Champions -. Nonostante Sneijder sia un giocatore molto offensivo e nonostante il fatto che Stankovic s'inserisca in modo da poter dare risultati anche in zona gol, credo che quando il presidente Moratti ha parlato di mancanza di centravanti si riferiva al fatto che Eto'o ha agito come punta centrale, ma non è una vera punta centrale, è un istintivo, un attaccante che gira, che va via in dribbling, mentre questa squadra, anche durante la mia gestione, ha avuto sempre un riferimento centrale"
E, a proposito di interpreti del reparto offensivo nerazzurro, si parla anche di Coutinho: "Nessuna bocciatura, ma credo che in certi momenti abbiamo avuto anche abbondanza di centrocampisti. Si è trattata di semplice e pura concorrenza, è un giocatore che crescerà tanto e avrà le sue possibilità perchè è un talento e può giocare sia come centrocampista sia come punta esterna, dipende dal modulo".
L'allenatore nerazzurro rassicura tutti sulle condizioni, soprattutto psicologiche, di Julio Cesar: "Il fatto di prendere su di se tutte le colpe è un modo che lui ha, che utilizza anche per scaricare i problemi e quello conseguente al gol subito da Gomez secondo me è già risolto. È maturo, sa di aver salvato tante volte l'Inter e che niente mette in dubbio la sua figura e il suo rendimento".
A proposito di Champions League, Leonardo chiude con una previsione: "Tutte e tre le squadre italiane possono ancora passare il turno, non farei nessuna analisi negativa definitiva". E, infine, parlando di Milan ("nella gara col Napoli affronta la seconda in classifica, quindi chi insegue può sognare un pareggio, ma prima c'è la nostra partita a Genova") e delle frasi di Zlatan Ibrahimovic sulla forza storica del club rossonero rispetto a quella dell'Inter, il tecnico chiosa: "Non so perchè ha detto ciò, ma Inter e Milan si sono giocate sempre tutto alla pari".
Fonte: INTER.IT

