Magari si cerca di ruotare e di testare il momento di chi fino a oggi ha giocato un po' meno. Ma ripeto, questo può succedere anche in campionato. L'importante è cercare di gestire le risorse e mettere in campo sempre calciatori che sono in grande forma: in questa chiave ci sono anche giocatori che hanno giocato queste due partite appena disputate e stanno bene. Un riscatto per chi ha giocato meno? L'idea non è accontentare i giocatori. I giocatori si stanno mettendo tutti a disposizione e il fatto di vederli in allenamento tutti così pronti, non solo quelli che sono scesi in campo nelle ultime due gare, è molto importante.
Stanno bene e stanno crescendo e l'utilizzarli non dipende dal fatto che è Tim Cup, perché la Tim Cup è un obiettivo importante. Puoi dire Tim Cup sì, Tim Cup no, ma poi se perdi non va bene a nessuno. Tanto più che se vinci tre partite di Tim Cup sei in finale. Quindi si tratta di un obiettivo molto chiaro, preciso, con partite difficili: giochiamo contro il Genoa, una gara da affrontare al meglio, e se ci dovessero essere dei cambiamenti sarebbe per aggiungere dei giocatori freschi, che hanno giocato meno e che possono rendere molto bene".
"Ci attende un periodo intenso, è vero. Ora ci aspettano tantissimi impegni e sicuramente saranno questi due mesi a determinare quale sarà la nostra situazione nel momento decisivo di aprile-maggio: e noi siamo pronti", spiega Leonardo nella seconda e ultima parte dell'intervista in onda sul canale tematico nerazzurro all'interno di Zona Mista delle ore 16.30 e del telegiornale delle 19.30.
Quella di domani, indipendentemente dallo scendere in campo o meno, sarà sicuramente una gara dalle forti emozioni per Andrea Ranocchia, che proprio dal Genoa è appena arrivato: "Un giocatore che promette tanto - spiega Leonardo -, ma è comunque già una realtà e infatti gioca anche in Nazionale. Adesso Andrea ha cambiato squadra e quindi ci vuole come sempre un assestamento, ma credo che sia un giocatore che avrà una storia molto lunga all'Inter".
All'allenatore nerazzurro viene poi chiesto un commento sulla sorpresa Lionel Messi Pallone d'oro: "Una sorpresa? Sinceramente non per quello che Messi è come giocatore, ma per il momento di questo Pallone d'oro. Sembrava che sarebbe andato a Iniesta per il gol in finale, sarebbe potuto andare a Xavi per quello che ha fatto non solo nel 2010 ma in tutta la sua carriera, e invece è andato a Messi, ma non possiamo davvero dire che sia immeritato, perché quello che ha fatto Messi nel 2010 è una cosa incredibile. Se pensiamo ai titoli vinti quest'anno magari l'orientamento avrebbe portato altrove, però secondo me è stato premiato il miglior giocatore del mondo in assoluto oggi".
Un commento anche sul premio a José Mourinho: "Più che meritato - risponde Leonardo - e non solo per quello che ha fatto e per quello che ha vinto, ma anche per il modo in cui lo ha fatto. Quindi credo che ieri sera a essere stati premiati siano stati il Barcellona e l'Inter, e giustamente. Col premio a Mourinho e con tre giocatori del Barcellona in lizza, ieri sera sono state premiate le due squadre che hanno fatto meglio. E l'Inter in questo caso i titoli li ha pure vinti".
L'allenatore nerazzurro non si può poi esimere dal parlare del passaggio di Ronaldinho al Flamengo: "Credo che questo matrimonio fosse atteso da entrambe le parti. Credo che Ronaldinho abbia sempre sognato il Flamengo e che il Flamengo sia la squadra più amata in Brasile. Credo che questo sogno nel cassetto lui l'avesse da tanti anni e adesso c'è stata l'opportunità. Questo abbinamento Ronaldinho-Rio de Janeiro-Flamengo credo possa essere da romanzo".
Infine, ancora un commento sul risentimento nutrito da alcuni tifosi rossoneri per il fatto che Leonardo sia diventato l'allenatore dell'Inter: "Ripeto, io rispetto: credo che sia una situazione che vista da punti diversi possa creare mille interpretazioni. Per questo rispetto, ma ho il mio di punto di vista, perché so quello che ho vissuto, quello che ho dentro di me e sono molto tranquillo".
Fonte: INTER.IT
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