"Quando si scende in campo si scende in campo - prosegue l'allenatore nerazzurro -. Nelle ultime dodici partite ci sono state tante vittorie e tanti punti conquistati. A questo pensiamo, di partita in partita, non pensiamo a gestirci per un impegno. La squadra c'è sempre stata, non credo che ci si possa distrarre in vista della Champions League".
"Credo che questa sia una squadra che ha dentro di sé la voglia di vincere tutto. È normale che questa squadra pensi a tutto, non si può scegliere. Cosa scegli? Si va in campo ogni partita per vincere. E se cambiano i giocatori, non cambia però l'idea di scendere in campo per vincere. L'obiettivo è sempre lo stesso": risponde così Leonardo a chi gli chiede se si prediliga una competizione piuttosto che un'altra.
"Cordoba è un esempio straordinario. Anche in condizioni difficilissime, anche con lesioni, non ti dice niente e va avanti. Lui ha un carattere riservato, ed è apprezzato tantissimo nello spogliatoio; spesso non tutti si accorgono di quanto soffra. Il suo silenzio è una leadership straordinaria. Lui è andato in campo con una spalla conciata male. Ma noi non cerchiamo mai alibi, perché non mi sembra giusto. Pazzini è andato in campo con la febbre e nessuno lo sapeva. Parlo adesso perché tutto è già passato. Queste cose per il gruppo sono troppo forti": sottolinea Leonardo nel corso della conferenza stampa della vigilia.
"In generale, crededemi, non lo dico per dire, tutti fanno cose straordinarie. Deki che vuole anticipare il rientro, Cambiasso e Zanetti, Materazzi che gioca pochissimo e fa alzare il ritmo dell'allenamento a tutti, arrabbiandosi e parlando più di tutti. Non è niente? È tanta roba. Tutto questo mi rende felice ed è questa la grande forza, per un allenatore che arriva a gennaio, con mille impegni davanti. È questa la mia forza, quello che di straordinario sanno fare tutti loro", sottolinea l'allenatore nerazzurro.
Durante la conferenza della vigilia di Inter-Cagliari, a Leonardo viene fatto notare che, nonostante l'Inter sia campione d'Europa e del Mondo, sono bastate due partite di Champions League per far sì che venisse messo in evidenza un divario tra il calcio italiano e quello straniero: "Questo mi fa arrabbiare. Perché sento che cominciano a dire che 'l'Inter non c'è più, non c'è più...', mentre l'Inter è l'attuale campione. Ci siamo dimenticati quello che ha fatto l'Inter? Per il resto, credo che in generale il calcio italiano non abbia sofferto solo una questione tecnica o tattica. È la struttura che andrebbe rivista, con un progetto globale, in maniera tale che possa far crescere le società e il calcio in sé. È successo in Germania, in Spagna, in Inghilterra: credo che in Italia manchi da tanti anni un progetto globale che faccia crescere le società e il campionato in sé. C'è collegamento tra la struttura e il rendimento. Detto questo, l'Italia è ancora a dei livelli altissimi. Non vedo tante altre squadre negli altri Paesi superiori a quelle italiane. È l'interesse per altri campionati che piuttosto è maggiore".
"Il gol è ciò che piace alla gente - prosegue poi Leonardo -, fare gol è quasi un dovere per le grandi squadre, invece che avere paura di prenderne uno. Io concepisco il calcio in questo modo: cercare di costruire credo che sia la cosa che fa innamorare la gente. Poi, cercare di non prendere gol, è normale, ci mancherebbe altro. Ma forse viene in seconda battuta. Questo aiuta lo spettacolo. Comunque, ripeto, siamo qui in Italia, con le squadre e i giocatori che abbiamo, con l'Inter che è l'attuale campione, e stiamo a dire 'che belli Arsenal e Barcellona'... Perché? Allora favoriamo tutte le situazioni a livello di gioco anche qui, se no ci fermiamo solo al gol preso e a quello fatto. So che è una questione di cultura e la rispetto, ma credo che poi lo spettacolo vada verso altri campionati".
Infine, un cenno a Ganso e alle sue recenti dichiarazioni, che profilano un derby di mercato: "Credo che le grandi squadre oggi siano attente a tutti i grandi giocatori. Non penso ad aste o derby ora. Conosco Ganso, sono brasiliano e ho rapporti con le società brasiliane. Tra l'altro non è questo il momento per lui di pensare al mercato, visto che sta recuperando da una lesione importante. Deve tornare, giocare, dimostrare: non pensare ad eventuali derby. Credo che, comunque, lui avrà un futuro importante, in una grande squadra in Europa. Ma sinceramente non me ne preoccupo ora, ci sono tantissimi giocatori importanti in Brasile e lui è uno di quelli. Noi controlliamo e vediamo".
Fonte: INTER.IT
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